Comitato Scientifico: Lettera al Ministro della salute

In occasione del seminario di divulgazione scientifica sull’impatto dello svapo sulla salute pubblica, il Comitato scientifico internazionale ha consegnato una lettera al Ministro della salute Beatrice Lorenzin:

Gentile Ministro,

i sottoscritti membri del “Comitato Scientifico per la ricerca sulla sigaretta elettronica”, promosso dalla Lega Italiana Anti Fumo per diffondere un’informazione corretta sulle sigarette elettroniche e basata sulle più rigorose evidenze scientifiche, hanno deciso di scriverLe in merito alle conseguenze non intenzionali che potrebbero derivare da future azioni legislative le quali limiterebbero il potenziale di salute pubblica di tali valide alternative alle sigarette convenzionali.

Noi tutti abbiamo dedicato anni della nostra vita professionale nella lotta al fumo, e siamo convinti che, oggi più che mai, siano necessari approcci più efficaci per contrastare rapidamente il tabagismo e ridurre il consumo di sigarette di tabacco. È giunta l’ora per le politiche di controllo del tabacco di andare oltre i soliti metodi di sensibilizzazione, prevenzione e cessazione totale del consumo di nicotina, per approcciarsi a un nuovo concetto di riduzione del danno del tabacco che dovrebbe essere seriamente preso in considerazione dalla comunità scientifica e dalle istituzioni. Soprattutto adesso che siamo prossimi ai negoziati della settima sessione della Conferenza delle Parti (COP7), che si terrà a novembre a New Delhi, in India, e in cui i rappresentanti di tutti i paesi del mondo si incontreranno per definire e rafforzare la battaglia globale contro le devastanti conseguenze causate dall’uso del tabacco.

Sono circa 700.000 l’anno i morti da fumo in Europa – come ha dichiarato recentemente il Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori” dell’Unione Europea- e l’80% di questi decessi sarebbe evitabile con una buona attività di prevenzione. Le persone fumano per la nicotina ma muoiono per il fumo e questo perché la stragrande maggioranza delle malattie fumo correlate nasce dall’inalazione di catrame, particelle e gas tossici. Al contrario le sigarette elettroniche possono eventualmente rilasciare nicotina al netto delle sostanze tossiche presenti nel fumo di sigaretta. Per questo motivo diverse Organizzazioni di Salute Pubblica indicano sempre più le e-cig come protagoniste nella lotta alla riduzione del danno da tabacco. Pertanto la ricerca e la promozione di soluzioni alternative ed efficaci è quanto mai prioritaria ed urgente.

Questo Comitato Scientifico è fortemente preoccupato per la situazione italiana e internazionale. La classificazione e la regolamentazione delle sigarette elettroniche al pari dei prodotti del tabacco tradizionali e c.d. “di nuova generazione”, è spesso fondata su equivoci derivanti dall’accostamento regolamentare e scientifico tra tali prodotti. Pertanto sarebbe necessario approfondire scientificamente con urgenza il ruolo delle e-cig come alternativa al tabacco. Una regolamentazione ragionevole e proporzionata delle sigarette elettroniche potrebbe salvare milioni di vite e, di conseguenza, riuscirebbe a far ridurre le enormi spese legate alla prevenzione e alla cura di malattie fumo correlate per tutti i singoli Stati. Le stesse risorse finanziarie potrebbero essere destinate alla ricerca di soluzioni sempre più innovative ed efficaci per la cura di altre malattie.

Le sigarette elettroniche potrebbero invece rappresentare la rivoluzione sanitaria del ventunesimo secolo riducendo in maniera drastica e probabilmente definitiva il numero di morti per malattie fumo correlate. La rivista scientifica Nicotine & Tobacco Research, ad esempio, ha riportato dei dati secondo cui le sigarette elettroniche porterebbero ad un calo del 21% delle morti per malattie fumo correlate in tutti i giovani nati dopo il 1997.

Oggi, secondo l’ampio rapporto condotto nel Regno Unito per conto di Public Health England (PHE), l’autorità sanitaria inglese, le elettroniche sono per il 95% meno dannose rispetto alle sigarette convenzionali e possono contribuire a salvare migliaia di vite umane. Grazie ad una politica di apertura nei confronti dello strumento, i recenti dati sul fumo resi noti dallo Smoking Toolkit Study hanno, infatti, dimostrato un aumento esponenziale della percentuale del numero di fumatori che sono riusciti a smettere di fumare, con una chiara correlazione tra il tasso di successo dei fumatori e l’aumento del numero di svapatori.

C’è ampio consenso all’interno della comunità scientifica sul fatto che il vapore elettronico sia significativamente meno dannoso del fumo di tabacco, con un rischio residuo che è destinato a ridursi ulteriormente grazie all’innovazione tecnologica e all’introduzione di specifici standard di qualità e sicurezza. Pertanto le sigarette elettroniche potrebbero svolgere un ruolo importante nel raggiungere uno degli obiettivi delle Nazioni Unite per il 2025: ridurre del 30% il numero di fumatori e le morti per cancro e tumori.

Date le premesse, vogliamo dunque suggerire alcuni principi da seguire per promuovere un approccio più consolidato per la definizione di politiche pubbliche destinate a una migliore efficacia nella lotta al tabagismo:

1) La riduzione del danno provocato dal tabacco è parte della soluzione, non parte del problema. Se le autorità preposte a definire le norme per la regolamentazione dei prodotti del tabacco continueranno ad applicare le stesse norme del tabacco alle e-cig e, contestualmente, considerare i prodotti contenenti nicotina a basso rischio come parte del problema, ridurranno il potenziale enorme di tali alternative.

2) Le politiche di controllo del tabacco e delle sigarette elettroniche dovrebbero basarsi sulle evidenze scientifiche ed essere proporzionate al rischio reale dei prodotti, così da sfruttare le potenzialità e/o opportunità per la salute pubblica. Uno studio pubblicato nella rivista European Addiction Research ha dimostrato che le sigarette di tabacco sono molto più pericolose e che le elettroniche risultano per il 95% molto più sicure rispetto alle prime.

3) Le autorità di regolamentazione che sostengono misure basate sul solo principio di precauzione, potrebbero avere l’effetto indesiderato di implementare il consumo di sigarette convenzionali. Misure eccessivamente restrittive sulle e-cig possono proteggere le sigarette convenzionali dalla concorrenza di altri prodotti meno dannosi. Come dimostrato già nel 2013 dallo studio ECLAT, condotto dall’Università degli Studi di Catania, le sigarette elettroniche possono aiutare a ridurre il consumo di sigarette tradizionali senza effetti collaterali.

4) Il problema legato al fumo è una delle sfide più importanti che i Governi di tutto il mondo si trovano ad affrontare. Serve un cambiamento rivoluzionario e lungimirante, che possa partire anche dalle numerose esperienze virtuose di altri Paesi d’Europa e oltre. In Inghilterra, ad esempio, la sensibilizzazione all’utilizzo delle sigarette elettroniche come porta d’uscita dal tabagismo, promossa anche dai Medici di Medicina Generale, ha consentito una riduzione del numero di fumatori senza precedenti alcuni.

5) Come emerge dal rapporto del Royal College of Physicians (RCP) di Londra, le sigarette elettroniche non costituiscono una porta d’accesso al fumo per i non fumatori perché l’uso della elettronica è limitato quasi esclusivamente a coloro che utilizzano, o hanno utilizzato, tabacco. I dati di Euromonitor 2015 hanno rilevato che ci sono 13 milioni di svapatori nel mondo, con la maggioranza distribuita tra Europa e Stati Uniti, e che di questi più del 99.5% sono fumatori o ex fumatori.

Riccardo Polosa
Umberto Veronesi
Umberto Tirelli
Fabio Beatrice
Carlo Cipolla
David Nutt
Mike Siegel
Sally Satel
Kostantinos Farsalinos
Jacques Le Houezec
Marcus Munafo
Pasquale Caponnetto

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