Fili da competizione, o fili per dilettanti allo sbaraglio?

Qualsiasi Vaper esperto conosce a menadito il proprio atomizzatore, ed è quindi in grado di valutare la coil che meglio si presti alla vaporizzazione più efficace per il proprio sistema. La pianificazione della resistenza è quindi un passaggio fondamentale ed imprescindibile per ogni rigeneratore di atomizzatori; il primo passaggio della pianificazione non può quindi che essere la scelta di wire, così da poter ottenere il miglior rapporto tra superficie di vaporizzazione e potenza, che possiamo indicare tra i 200 ed i 300 mW/mm². Questo valore è il risultato di un’equazione, ed il tipo di wire è una delle variabili fondamentali da conoscere ed inserire per far sì che i calcolatori (ad es. Steam-engine.org) sviluppino quest’equazione.

Oltre ai “Vapers esperti” esisteno poi i “Professionisti dello svapo”, e come in qualsiasi disciplina gli appartenenti a questa categoria sono i più preparati, i più tecnici ed i più attenti a qualsiasi sfumatura che possa migliorare la performance. Il “professionista” quindi ottimizza ed estremizza ciò che ogni “esperto” già reciti a memoria, tentando di alzare al massimo la prestazione ed i propri obiettivi, senza dimenticare la sicurezza propria e quella dei propri spettatori o collaboratori.

Qui casca l’asino ☺ e la definizione di “fili da competizione” , dato che i sedicenti fili “da competizione” riportano sulla confezione nomi esotici e suggestivi…ma non dichiarano né il materiale da cui siano composti, né il valore Ω/m, rendendo quindi di fatto impossibile qualsiasi operazione di pianificazione preventiva della coil. Seguendo il wire (ehm…filo) del discorso, penso che possiamo quindi tutti concordare sul fatto che la definizione di “fili da competizione” sia decisamente impropria, dato che tali wires non siano di fatto utilizzabili neanche del “Vaper esperto” in considerazione del metodo illustrato nella prima parte del post.