Il controverso rapporto del Surgeon General

Sta facendo molto discutere in questi ultimi giorni il rapporto sullo svapo pubblicato dal Surgeon General, l’autorità statunitense in materia di salute pubblica. La conclusione principale, a cui la stampa ha dato ampio rilievo, è che lo svapo tra i giovani e i giovani adulti è diventato un problema di salute pubblica.

Non sono però mancate forti critiche nei confronti di questa relazione da parte di altri esperti che si occupano di salute pubblica, prevenzione del tabagismo e ricerca nel campo dello svapo. Dalle reazioni indignate espresse su Twitter da Derek Yach – ex direttore delle politiche di controllo del tabacco dell’OMS e ideatore della Convenzione quadro sulla lotta contro il tabagismo (FCTC) – e da Antoine Flahault – professore all’Università di Ginevra e presidente del World Health Summit, principale piattaforma internazionale per la discussione sulle scelte strategiche nel settore della sanità – ai commenti articolati di Jacques Le Houezec – consulente in salute pubblica e specialista di dipendenza tabagica – di Konstantinos Farsalinos – cardiologo e ricercatore nel campo dello svapo – e di Alyssa Best – consulente presso il Cancer Research UK – per finire con le perplessità di Deborah Arnott – direttore esecutivo di ASH, Action on Smoking and Health, importante organizzazione di lotta al tabagismo del Regno Unito – questo rapporto viene giudicato fuorviante e allarmista.

In primo luogo, sotto accusa è finita la definizione che il rapporto del Surgeon General dà dei prodotti dello svapo: «Questi prodotti sono la forma più comunemente usata di tabacco tra i giovani negli Stati Uniti». Ma come tutti sanno, i prodotti dello svapo non contengono affatto tabacco.

Jacques Le Houezec chiarisce: «Invece di mettere in rilievo il fatto che negli ultimi due anni la percentuale di giovani che ha fatto uso unicamente di sigarette si è ridotta della metà» il che è indubbiamente una buona notizia «il rapporto si concentra solo sulle preoccupazioni derivanti dalla popolarità dello svapo. Questa politica però favorisce unicamente quel che intende combattere: il fumo e il consumo di sigarette, vale a dire la modalità più pericolosa di consumo di nicotina. Non va dimenticato che ciò che uccide è la combustione.»

«Ancora una volta la nicotina viene demonizzata» prosegue Le Houezec «mentre la gran parte dei danni alla salute sono causati dal consumo di sigarette, non dalla nicotina. Nessuno degli effetti sui quali è stato posto l’accento per drammatizzare volontariamente il rapporto è stato osservato negli ultimi 30 anni dagli studi sui sostituti nicotinici o sui prodotti del tabacco senza fumo

Alyssa Best nel suo commento evidenzia che «vi è un ampio consenso nel Regno Unito riguardo al fatto che lo svapo è di gran lunga più sicuro del fumo di tabacco» e che «sta aiutando le persone a smettere di fumare.» Rammenta inoltre che «già nel 1976, il professor Michael Russel scriveva “Le persone fumano per la nicotina, ma muoiono a causa del catrame”. Come è possibile che 40 anni dopo il tema di come evitare l’esposizione alle sostanze chimiche nocive del fumo di tabacco sia ancora in discussione?».

Ancora una volta, insomma, è scontro tra i fautori di politiche retrograde di controllo del tabacco che professano l’astinenza totale e i progressisti che invece promuovono la riduzione dei rischi e dei danni, politica realista che si è già dimostrata valida ed efficace in molti altri ambiti.


Letteratura scientifica
E-Cigarette Use Among Youth and Young Adults: A Report of the Surgeon General (2016, Dec)
U.S. Departement of Health and Human Services

Commenti:
Jacques Le Houezec Le blog de Jacques Le Houezec
Alyssa Best Cancer Research UK
Konstantinos Farsalinos E-cigarette Research
Clive Bates The counterfactual
Michael Siegel The Rest of the Story: Tobacco News Analysis and Commentary