Materiale di riferimento certificato per i test sui liquidi

Uno studio pubblicato negli scorsi giorni propone di creare un materiale di riferimento certificato (MRC) per analizzare i liquidi da svapo, in modo da poter migliorare la precisione e la riproducibilità dei risultati della ricerca nonché la valutazione dei rischi.
Tra i fattori che contribuiscono a risultati contradditori vi è infatti la mancanza di standardizzazione del materiale e dei metodi di prova.

Basandosi sulle specifiche tecniche pubblicate dalla British Standards Institution (BSI) e dall’Association française de normalisation (AFNOR) riguardanti le norme di produzione e i metodi di prova dal punto di vista industriale, i ricercatori descrivono lo sviluppo di un RMC: il liquido è preparato seguendo una ricetta ben definita, con ingredienti identificati e seguendo un protocollo prestabilito. È stata quindi testata la stabilità del liquido, l’assenza di impurità (segnatamente, tracce di metalli) e la concentrazione di nicotina. In seguito, il liquido è stato vaporizzato con un dispositivo standard e analizzato seguendo precisi protocolli.

Le misurazioni eseguite sul liquido e sull’aerosol comprendono test di omogeneità, prove di stabilità e rilevamento dei metalli nel liquido di rifermento, caratterizzazione chimica, proprietà fisiche e presenza di metalli nell’aerosol.

Per la determinazione delle impurità nei liquidi, sono stati quantificati i livelli di otto metalli: cadmio, cobalto, cromo, manganese, nichel, palladio, piombo e rame, tutti sotto il limite di rilevabilità (1 ppb) nel liquido di riferimento. La presenza di questi otto metalli, che si trovano comunemente negli elementi riscaldanti dei diversi dispositivi, è stata in seguito esaminata nell’aerosol generato.

Per quanto riguarda la caratterizzazione chimica dell’aerosol, sono state identificate 16 sostanze chimiche. Secondo il sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche (GHS) sette di queste sono classificate come “sostanze chimiche pericolose” e cinque riportano avvertimenti sull’etichetta. Secondo le schede di sicurezza (SDS) otto delle sostanze chimiche possono irritare le vie respiratorie ad alta concentrazione.

Nell’interpretazione dei risultati delle analisi chimiche, gli autori ricordano che per valutare i pericoli va considerata la quantificazione dei composti chimici, piuttosto che la loro presenza/assenza. È importante inoltre sottolineare che i metalli rilevati nell’aerosol provengono dai dispositivi e non dal liquido di riferimento.

Gli autori suggeriscono quindi di utilizzare il liquido di riferimento non solo per la comparazione dei risultati tra laboratori o protocolli diversi, ma anche per lo sviluppo della ricerca fondamentale e applicata sulla sicurezza e l’uso dei prodotti dello svapo, considerato che la qualità e la quantità dei composti chimici nell’aerosol dipendono dal dispositivo e dalle condizioni utilizzate per generarlo.


Letteratura scientifica
Universal electronic-cigarette test: physiochemical characterization of reference e-liquid (2017, Feb)
J.J. Kim, N. Sabatelli, W. Tutak, A. Giuseppetti, S. Frukhtbeyn, I. Shaffer, J. Wilhide, D. Routkevitch and J.M. Ondov