Tossicità acuta della nicotina: breve panoramica

In tossicologia, la LD50 è la dose in grado di uccidere il 50% dei soggetti a cui viene somministrata una determinata sostanza (singola assunzione). Il dato è espresso in mg per kg di peso corporeo (mg/kg). Le vie d’esposizione più comuni, vale a dire quelle tramite le quali si può venire a contatto con una sostanza, sono la via dermica (applicazione sulla pelle) e la via orale (ingestione).

Con la diffusione dello svapo, anche le conoscenze sulla nicotina sono aumentate e quanto si dava per scontato fino a pochi anni fa nel mondo scientifico è stato superato da nuove informazioni e conferme.

Il contributo più importante è stato fornito dal prof. Bernd Mayer, tossicologo dell’Università di Graz. Grazie alle sue ricerche approfondite, il famoso dato riportato nella letteratura specializzata, nei database e nelle schede di sicurezza sulla dose letale acuta per l’uomo di 60 mg o meno (30-60 mg) di nicotina è stato rivisto. La dose di 60 mg corrisponderebbe a una LD50 orale di circa 0,8 mg/kg, considerevolmente inferiore rispetto ai valori determinati per gli animali da laboratorio (da 3,3 mg/kg a oltre 50 mg/kg). Esaminando la letteratura antecedente alla seconda guerra mondiale, Mayer ha infine scoperto che l’origine di questo dato va ascritta al celebre farmacologo tedesco Rudolf Kobert. Questo pioniere della tossicologia, in libro pubblicato nel 1906, stimò la dose letale della nicotina sulla base di esperimenti eseguiti su se stessi da Dworzack e Heinrich e descritti nel libro di farmacologia del 1856 dall’austriaco Carl Damian von Schroff.
Sulla base dei dati disponibili oggi in letteratura sulle ingestioni di nicotina con esito fatale, Mayer suggerisce una LD50 orale di 6,5-13 mg/kg, corrispondente a 500-1000 mg di nicotina. Questa dose si accorda con la tossicità acuta registrata nei cani, i quali presentano risposte alla nicotina simili a quelle degli esseri umani.

Nel 2015 il RIVM, l’Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l’ambiente, ha presentato all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) un dossier con la proposta di classificazione ed etichettatura armonizzata (CLH) della nicotina. Nel dossier viene ribadito che la LD50 di 0,5-1 mg/kg non è attendibile. Gli esperti del Comitato per la valutazione dei rischi (RAC) dell’ECHA nelle conclusioni del loro rapporto formulano le seguenti stime di tossicità acuta per la classificazione delle miscele contenenti nicotina:
• per via orale 5 mg/kg di peso corporeo
• per contatto 70 mg/kg di peso corporeo

Non vi è dubbio che la nicotina possa essere letale. Tuttavia, i livelli menzionati fino a qualche anno fa in letteratura, e in molti casi dati ancora per buoni, sono estremamente bassi e poco realistici. Le soluzioni di nicotina devono sempre essere manipolate con cura e tenute lontano dai bambini (come avviene per numerosi altri prodotti di uso domestico o per i farmaci), ma non vi è alcun motivo per spaventare oltremodo il pubblico: nei nostri liquidi la concentrazione di nicotina varia in genere dallo 0,15% all’1,8% (1,5 mg/ml – 18 mg/ml di nicotina) e in caso di contatto accidentale è sufficiente lavarsi le mani. Con l’avvento della TPD anche le basi da diluizione possono contenere al massimo il 2% di nicotina (20 mg/ml).

L’assorbimento cutaneo è più lento di quanto previsto. Ad esempio, in un esperimento in vitro con un liquido contenente 8 mg/ml di nicotina, la permeazione della nicotina attraverso le cellule della pelle è stata rilevabile dopo due ore dall’inizio dell’esposizione ed è aumentata progressivamente, con una velocità media in 24 ore di esposizione di 4,82 (±1,05) µg/cm2/h. In altre parole, circa 0,5 mg l’ora per la contaminazione di una superficie di pelle di 100 cm2, corrispondenti grossomodo alla metà del palmo di una mano.
Risulta quindi molto improbabile che il contatto accidentale con un liquido contenente 8 mg/ml di nicotina possa causare intossicazioni serie. Tuttavia, tenuti in considerazione il minor peso corporeo e il rischio di maggior sensibilità dei bambini, è bene ribadire la necessità di tenere i liquidi fuori dalla loro portata.


Link utili:
Bernd Mayer How much nicotine kills a human? Tracing back the generally accepted lethal dose to dubious self-experiments in the nineteenth century
Konstantinos Farsalinos Nicotine lethal dose in humans: a common argument by regulatory authorities, based on poor science
RIVM, Bureau REACH CLH report – Proposal for Harmonised Classification and Labelling
Committee for Risk Assessment – RAC Opinion proposing harmonised classification and labelling at EU level of Nicotine
Giovanni Maina et a. Transdermal nicotine absorption handling e-cigarette refill liquids
Tom Pruen New research into nicotine absorption through the skin